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Ammazza blog 2016

Il Parlamento è ritornare a legiferare su Internet, questa volta  prova a contrastare il fenomeno del cyberbullismo con una legge, la C3139, che prometteva bene:

La presente legge si pone l’obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti.

Solo che, come scrive Fulvio Sarzana su Il Fatto, in seguito a vari emendamenti è diventata una  vera e propria norma ammazza web. Della legge ne parlano anche Arturo Di Corinto su La Repubblica e Guido Scorza sul suo blog che afferma:

Dalla diffamazione online, al furto di identità ad una qualsiasi violazione della disciplina sulla privacy tutto è destinato ad essere fagocitato dalla onnivora definizione di cyberbullismo

Non ci resta che aspettare Settembre e sperare che la legge ritorni alla forma originale.

Ammazza blog (metà) 2013

Leggendo l’articolo di Guido Scorza sulla nuova legge ammazza blog, apprendo che “stabilire che chiunque gestisca un blog, un sito internet, una piattaforma di condivisione di contenuti, una web tv, un forum di discussione, una pagina su un social network o un aggregatore di informazioni altrui è tenuto a registrare in tribunale una testata, a nominare un giornalista direttore responsabile, a rettificare entro 48 ore dalla richiesta a pena di una salatissima sanzione pecuniaria ed ad adempiere alle altre decine di formalità e regole prescritte dalla vecchia legge sulla stampa per chi intenda fare dell’informazione un’impresa ed un mestiere.” (articolo).

Immediatamente ho pensato che han fatto tutto questo per dare lavoro ai giornalisti: categoria ormai stremata dal precariato, dal lavoro a gratis, dalla diminuzione dei giornali venduti (anche se le testate online sbocciano come i fiori e quindi penso che almeno lì, ci si guadagna). Continua a leggere

Ammazza blog (fine) 2012 – La rettifica coercittiva

[UPDATE 31/10/2012]
Legge rinviata in commissione al Senato, vediamo cosa ne sarà.

[UPDATE 26/10/2012]
Di nuovo la norma ammazza blog inserita nel salva Sallusti e Wikipedia si riattiva per impedirne l’approvazione, che dovrebbe avvenire questo lunedì 29

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/26/ostinatamente-contro-internet/393613/
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Oggi_il_Senato_vota_su_diffamazione_e_diritto_all%27oblio

[UPDATE 13/10/2012]
Ci risiamo. Deve essere davvero irresistibile per alcuni Parlamentari italiani la tentazione di imbavagliare il web costringendo la blogosfera al silenzio.
Non si spiega diversamente perché, ciclicamente, in Parlamento faccia capolino l’idea liberticida di assoggettare tutti i “siti informatici” all’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa.
[continua su: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/11/sullonda-del-caso-sallusti-riecco-l%E2%80%99ammazza-blog/379675/]

Ammazza blog 2012 – Emendamento Fava

[UPDATE: 1/02/2012]
Emendamento Fava: bocciato! Le pressioni delle varie associazione, blogger e netizen vari, sono servite a qualcosa. http://www.agoradigitale.org/unaltra-vittoria-bocciatura-emendamento-fava-e-fallimento-della-strategia-della-repressione-ora-norm

[UPDATE: 24/01/2012]
Mentre negli USA, facebook, mozilla,reddit, google, ed altri hanno scioperato contro le leggi SOPA e PIPA, in Italia l’onorevole Fava (Lega Nord) presenta un suo emendamento, che sembra proprio  il comma 29 del vecchio DDL Alfano: un’analisi accurata da parte di Guido Scorza: http://www.leggioggi.it/2011/12/17/internet-una-nuova-minaccia-in-arrivo-dal-parlamento/

Ammazza blog 2011 – DDL Alfano

Tutto fermo, fino al prossimo emendamento

[UPDATE: 6/10/2011 – 14.00]
L’esame del DDL alla Camera slitta a settimana prossima, però se secondo le voci che circolano il Governo porrà la fiducia  sull’intero documento, gli emendamenti salva blog approvati dalla Commissione Giustizia  non potranno essere integrati nel DDL poichè non discussi.
Intanto i gruppi  pro-wikipedia e contro il DDL stanno crescendo di numero e di adesioni e c’è chi si spinge ad organizzare manifestazioni come il gruppo facebook ‘Rivogliamo Wikipedia – No alla legge bavaglio’.

[UPDATE: 5/10/2011 – 19.00]
Gli emendamenti bipartisan sono stati approvati dalla Commissione Giustizia della Camera

Sulla norma anti-blog trovato un accordo. Avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate on-line che risultano registrate. È questo l’accordo bipartisan raggiunto in Comitato dei Nove, che sta esaminando il ddl Intercettazioni. La proposta è il frutto di alcuni emendamenti presentati da Zaccaria (Pd) e Cassinelli (Pdl).

Quindi se gli emendamenti saranno integrati nel DDL alla Camera il web  rimarrebbe un far west: i blog che possono fare ingiurie e dire falsità senza esser puniti, e le testate online che devono fare rettifica di una notizia indipendentemente dalla veridicità di questa, quindi senza ‘passare per il giudice’.

Il Web libero è il Web regolamentato nel modo giusto!

In questi giorni torna alla ribalta la norma ammazza blog, questa volta è presente nel DDL Alfano al comma 29

[…]Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta […]

però per le trasmissioni radiofoniche e televisive, in caso di richiesta di rettifica, ecco cosa dice:

 Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177

vediamo il decredo all’articolo 32-quinquies cosa dice al comma 3

La rettifica è effettuata entro quarantotto ore dalla data di ricezione della relativa richiesta, […]. Trascorso detto termine senza che la rettifica sia stata effettuata, l’interessato può trasmettere la richiesta all’Autorità (giudiziaria – vedi comma successivo ndG), che provvede ai sensi del comma 4.

Riassumendo: per una trasmissione televisiva la rettifica non è obbligatoria, anzi, se si pensa di aver detto cose vere, si può andare anche a processo ed è quindi un giudici a decidere; invece per un blog no: si deve rettificare e basta, anzi: se non lo fai ti becchi pure una multa.

Ci sono anche degli emendamenti ‘correttivi’ (http://www.agoradigitale.org/il-testo-del-comma-29-e-i-relativi-emendamenti) presentanti dai parlamentari di tutti, o quasi, gli schieramenti che modificano questo comma in modo tale che solo i giornali informatici sono soggetti a rettifica e che:

Non possono essere oggetto di richiesta di rettifica quei contenuti che, per la loro natura, sono destinati ad un limitato numero di utenti, oppure che si qualificano in concreto quali commenti, corredi o accessori di un terzo contenuto principale.

Questo a mio avviso è una grande pecca di queste “correzioni” e  del comma 29 del DDL Alfano: tutti i contenuti, quindi anche i commenti “web”, dovrebbero essere soggetti a rettifica, solo che se l’autore non vuole, si dovrebbe procedere tramite l’autorità giudiziaria, insomma: l’autore del contenuto informatico non dovrebbe essere costretto alla rettifica in maniera coercitiva.

Luciano Giuseppe

 

Fonti:
http://www.agoradigitale.org/il-testo-del-comma-29-e-i-relativi-emendamenti
http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/09/la-casta-vuole-soffocare-la-liberta-su.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011
http://www.mcreporter.info/normativa/dlgv05_177.htm#Articolo32
http://punto-informatico.it/3294736/PI/News/emendamento-salva-blog-alla-camera.aspx