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Napoli, oggi

Mattinata di inizio Maggio che sembra un giorno di Marzo, brutto e freddo.
Il treno della Circumvesuviana porta dalla periferia a Napoli universitari, studenti che hanno fatto filone, lavoratori e semplici perditempo.
Fermata del Centro Direzionale, scende un bel po’ di gente. Tutti che si dirigono verso la Central Park fatta di cemento nel cuore di Napoli, solo che al posto di km quadrati di prato ci sono km cubici di cemento e al posto degli alberi ci sono palazzoni che graffiano il cielo.
Mentre la gente scende dal treno e inizia a salire le scale per dirigersi verso l’uscita della stazione, si sente squillare un cellulare tra le canzoni neomelodiche suonate dai cellulari.
Un ragazzo risponde  con l’accento che si sentire:
Pronto?…si sono io…. Mi scusi ma sto andando a seguire…un colloquio per Milano….si, sono disponibile però mi mancano alcuni mesi per la laurea…sicuro?Allora non c’è problema, aspetto una sua email. Buona giornata
Lì vicino c’è una ragazza che per una mano tiene il suo ragazzo e con l’altra tiene il cellulare vicino a un orecchio, proprio come si usava con gli stereo nella New York anni 80.
La ragazza ha sentito la breve discussione e incredula si gira sbigottita verso l’universitario. Sta lì tutta scema in mezzo ai suoi amici e a un certo punto non c’è la fa più, morendo dalla curiosità chiede al tizio che fa, perché l’hanno chiamato per un colloquio con tutta a gent che sta miez a via.
L’universitario vedendo la giovane età della ragazza e essendo rimasto spiazzato dalla situazione chiede gentilmente:
Ma non dovreste sta a scol?
Bhè sai come è.. l’anno è quasi finito…
Vabbè… io faccio l’università, sto finendo di studiare informatica.
La ragazza inizia a parlottare col proprio ragazzo. Discutono a bassa voce per un po’ e a un certo punto il tutto finisce con: “Tanto l’anno prossimo vado a fa o’surdat”.
Nella situazione s’intromette anche un altro ragazzo del gruppo, che si rivolge verso l’universitario e gli chiede, con la disillusione di un uomo che ha vissuto le peggiori esperienze :
Ma quindi si fatica con ‘e computer?
Si
Ma si deve studia…che pall
E che vuò fa…
E quanto si piglia?
Bhe anche 1.200/1.300, dipende…
Ua… 1.200? E non è meglio a spaccià? Si fatica più poco…
(secondi di silenzio)
… E che ci vuoi fa?
E con una mezza risata il ragazzo risponde: “E facim na cosa, tu guadagni con i computer e poi vien a catta a’robba ra me! Così mi fai campà anche a me
L’universitario ha fretta e zitto inizia a andare a passo veloce verso l’università, invece i ragazzi iniziano a parlottare tra di  loro e  a  far suonare canzoni neomelodiche dai propri cellulari.