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BlueVinyl Pi

Come usare il Raspberry per rendere bluetooth-compatibile il tuo vecchio giradischi!

Da un pò di tempo ho rispolverato il vecchio giradischi di mio padre, sarà anche per colpa della moda che ha riportato popolare  i vinili.

Poichè il vecchio amplificatore è un bel pò ingombrante, ho pensato di sfruttare il mio vecchio RaspberryPi 2 come pre-amplificatore e ci ho collegato anche una cuffia Bluetooth, così da rendere il mio giradischi il più moderno e fruibile possibile.
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How to compile Hadoop 2.7.1 on Raspberry Pi B+

A day I friend of mine give me an old Raspberry B+ and I  found on internet this tutorial by The University of Glasgow’s Raspberry Pi Project Blog . I tried to compile Hadoop on it, in the way that native libraries are loaded (you can check this with hadoop checknative -a) 

But why are native libraries (libhadoop, zlib, snappy, lz4, bzip2 and openssl) so important? I get the answer from the Hadoop page:

“Hadoop has native implementations of certain components for performance reasons and for non-availability of Java implementations.”

Raspberry B+ is not so fast and use more possible native code is better! (Raspberry Zero was also released: it is 40% faster than B+ but it has not ethernet support ).

So I started to compile it on hardware. I started from this tutorial by Headamage for Raspi2 and after some days of experiments, I have successfully compiled Hadoop!
First: I used an external USB disk also because compile projects of this dimension can destroy your SD card. You need at least 1.5GB  of free memory on an ext2  partition  (or some other file system that support symbolic links) only to compile Hadoop without protobuf: so I suggest you 3GB of free memory on disk for everythings. Continua a leggere

INFORMATICA. Arrivano i Pc da 50 euro: perché non utilizzarli nelle scuole?

Questo è un mio articolo pubblicato per MandamentoNotizie, un giornale locale.

Negli ultimi anni si stanno diffondendo sempre più computer a basso prezzo, che hanno il nome di Arduino, Beaglebone, Raspberry,ecc. e che hanno un costo minimo, intorno ai 50€, neanche un telefonino.

Questi computer vengono utilizzati tra gli appassionati, le università e le aziende  per sviluppare il cosiddetto IoT (Internet of Thing, in italiano: internet delle cose), ma possono essere utilizzati anche per altro.

L’UNICEF in Libano, nei campi dei rifugiati siriani, organizza corsi dove i ragazzini utilizzano questi piccoli computer per imparare scienza, matematica e le basi dell’utilizzo dei computer. Io direi che è anche un bel modo per distrarsi dagli orrori della guerra.

Dato che questi computer costano poco, perché non iniziamo ad usarli anche nelle nostre scuole? Non dico un computer a bambino, so che i fondi che ci sono, sono destinati ad altro e poi per fortuna iniziano a diffondersi dei  corsi organizzati da volontari: i coderdojo. Io dico, iniziamo almeno ad usarli al posto dei vecchi video-registratori o dei  lettori DVD.

Immaginate una maestra che vuol far vedere un video ai suoi alunni, potrà subito farlo: basta attaccare la penna, poi collegare la Tv e via. Oppure potrà utilizzarlo per rendere la lezione più interattiva e quindi più interessante per i ragazzi, facendo vedere dei disegni, dei dipinti o per far ascoltare della musica… Le opzioni sono molte, basta la fantasia.