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Come gli algoritmi influenzano il business

Negli ultimi tempi e non solo dalla vittoria di Trump alle presidenziali USA, si sta parlando sempre più di come gli algoritmi dei servizi Internet influenzano le nostre opinioni, soprattutto per le notizie che ci fanno vedere.

I media ci hanno sempre influenzati

Tutti sanno che i media tradizionali, come giornali e TV,  influenzano le persone e oggi non ci sono solo loro. Dai motori di ricerca come Google fino ai social network come Facebook o Instagram, ciò che ci fanno leggere  e vedere ci influenza.
Ma mentre i media tradizionali ne sono tanti e mostrano a tutti le stesse notizie, così che uno può decidere se vedere o meno un programma o decidere quale giornale comprare; i nuovi media danno informazioni personalizzate basate sui siti che visitiamo e ,cosa non da poco, i più usati sono pochi! Alternative a Google o Facebook c’è ne sono, però sono poco diffuse! Continua a leggere

Diffamazione a mezzo web

Questo post è una raccolta delle varie notizie sui reati di diffamazione effettuati via web: poichè, secondo il mio parere, si dovrebbe legiferare in modo razionale sull’argomento Internet e ritenerlo, come è, un mezzo di comunicazione al pari di telefono, radio e tv, e quindi punire chi commette reati su tale mezzo, come ad esempio diffamare in un commento facebook.

[02/03/2016]
L’insulto su Facebook è diffamazione aggravata : secondo la Cassazione, l’uso della bacheca Facebook integra un’ipotesi di diffamazione aggravata poiché ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone.[fonte]

[12/12/2012]
Una donna di Airola (Benevento) é stata condannata dal Tribunale di Benevento per diffamazione, reato aggravato perché commesso a mezzo Facebook.[fonte]

[16/10/2012]
Una ragazza di Livorno, dopo essere stata licenziata dal suo datore di lavoro, s’è sfogata su un social network. Il suo datore di lavoro venedo a sapere di ciò, l’ha denunciata per diffamazione a mezzo stampa ed è stata condannata.

Il legale della ragazza commentando l’esito ha detto: “In questo modo, il pubblico ministero ha messo sullo stesso piano la capacità di diffusione e di danno all’immagine di un social network a quella di un giornale oppure di una televisione”.[fonte]

Ritorno alla realtà

Ultimamente nel blog posto articoli presi qua e là, che parlano di tecnologia e che reputo interessanti e fonte di discussione. Questa volta riporto un’editoriale di qualche settimana fa, in cui Giovanni De Mauro parlava di come la tecnologia e soprattutto i social network stiano modificando i nostri comportamenti e quindi la nostra società.
Nel parlare di quest’argomento, lui cita un ritaglio di giornale che è di un’ironia pungente e che sta girando per il web. Il pezzo è un ottimo riassunto (stile una parabola, và..) del nostro comportamento su facebook e come saremmo considerati se facessimo lo stesso nella realtà: cioè dei rompiscatole psicopatici

dario_campagna_psicopatici

Su facebook questo comportamento è diventato la norma, chi sa quando e se lo sarà mai nella realtàfb_realityNe riporto la traduzione:

Sto cercando di farmi degli amici al di fuori di Facebook applicando gli stessi princìpi.
Così ogni giorno scendo in strada e racconto ai passanti cosa ho mangiato, come mi sento in quel momento, cos’ho fatto la notte prima, cosa farò dopo e con chi.
Gli do le foto della mia famiglia, del mio cane, di me mentre faccio giardinaggio, sistemo il garage, annaffio il prato, sto di fronte ai monumenti, guido in città, mangio e faccio cose che tutti fanno ogni giorno.
Ascolto anche le loro conversazioni, gli do la mia approvazione e dico che mi piacciono. Proprio come su Facebook.
E funziona! Ho già quattro persone che mi seguono: due poliziotti, un investigatore privato e uno psichiatra

Analisi dell’attacco a un profilo Facebook

L’altro giorno un amico su Facebook ha scritto in un post che gli stavano arrivando solo SMS che chiedevano di reimpostare la password, solo che non era stato lui a richiederlo e voleva sapere cosa si potesse fare per fermare tutto ciò e come fosse possibile.
Parlandoci un pò è uscito fuori che tutto è iniziato quando due profili falsi gli hanno chiesto amicizia:

  • un profilo aveva un nome comune con informazioni che potrebbero portare a pensare a qualche conoscente della stessa zona.
  • l’altro profilo aveva il suo stesso nome: quindi uno poteva pensare a un possibile parente (alla lontana).

Ovviamente accortosi che erano profili falsi, il mio amico ha subito segnalato la vicenda e i profili.
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